Giovanni Adami, quando i cavalli ti indicano la via
È sempre affascinante scoprire storie in cui i cavalli incrociano la vita umana cambiandola in meglio. Chi ha un compagno dotato di coda e criniera sa che la sua presenza trasmette benessere di per sé, regalando una magia che supera di gran lunga le attitudini sportive.
Giovanni Adami lo ha scoperto a cinquantadue anni, per uno strano caso del destino.
Giovanni si è sempre occupato di agricoltura e non si è mai interessato ai cavalli. La sua azienda, PESCAMI, immersa nelle campagne di Bussolengo, si occupava di bovini da latte e di alberi da kiwi e pesche. Quando l’allevamento è stato chiuso, l’impresa si è dedicata solo alla coltivazione di frutta, allargandosi a ciliegie e a una varietà di mele estive.
Un giorno una ragazza gli chiese aiuto per ospitare i suoi tre cavalli. Giovanni li accettò di malavoglia, ribadendo che dovesse essere la proprietaria a occuparsi della loro gestione senza interferire con l’attività agricola. Avendo dismesso l’allevamento, le stalle erano disponibili, ma Giovanni considerava la presenza equina come una parentesi temporanea a cui non prestare attenzione.
L’irrigazione dei campi in azienda avviene a “scorrimento” e dura molte ore per controllare il deflusso dell’acqua attraverso una serie di piccoli canali. La turnazione dell’attività porta a svolgerla anche in orari notturni. Proprio una notte, durante l’attesa accanto al recinto, Giovanni ebbe la possibilità di osservare i tre cavalli: affascinato dalle loro interazioni e movimenti, avvertì un’incredibile sensazione di benessere. Quella sera la stanchezza scomparve, lasciando una percezione che lo stimolò a documentarsi.
Nello stesso periodo Giovanni aveva iniziato la vendita diretta dei prodotti in azienda, trovandosi a interagire con clienti che volevano sapere le modalità di coltivazione della frutta. La relazione con gli acquirenti, contemporanea alla scoperta del “potere” dei cavalli, lo ha spinto a dar vita a una Fattoria Didattica per condividere il metodo di coltivazione della frutta ma anche per far conoscere a persone fragili il benefico effetto dei cavalli.
La sua intenzione era quella di portare le scuole nella fattoria, ma è accaduto il contrario. Essendo Presidente di Coldiretti Bussolengo, Giovanni è andato nelle scuole per insegnare a fare l’orto, diventando responsabile del progetto “Orto a misura di bambino” che ha coinvolto quaranta scuole e più di duemila alunni.
Ben presto, alla Fattoria Didattica arrivarono le richieste più disparate. Una delle prime è stata quella di accogliere i ragazzi delle squadre di calcio locali durante i campi estivi.
I ragazzini esuberanti, pronti a spintonarsi, a urlare e a interagire fisicamente tra loro, davanti al recinto dei cavalli si tranquillizzarono, concentrati sull’ascolto, stupendo i loro allenatori per il cambio comportamentale.
Altra iniziativa si è svolta con gli anziani di una vicina casa di riposo. Un incontro meraviglioso in cui gli ospiti hanno mostrato un sussulto di felicità in presenza dei cavalli, facendo domande pertinenti. Molti di loro erano in carrozzina o accompagnati in ambulanza e, per questo, il tempo di visita era limitato. È stato difficile riportarli a casa perché avrebbero voluto restare in compagnia degli animali più a lungo.
Giovanni racconta di vedere molte persone arrivare in fattoria non tanto per svolgere attività di laboratorio ma per stare in un ambiente rurale e godere la tranquillità che regalano i cavalli anche solo per una semplice merenda.
Molto apprezzate sono le “settimane verdi”, un centro estivo didattico in cui le giornate sono scandite da attività di cura e gestione degli animali.
Recentemente è iniziata una collaborazione con il Centro Santa Giuliana di Verona, struttura ospedaliera per la riabilitazione psicosociale che tratta il disturbo psicologico e psichico in adolescenza.
I cavalli ospitati da Giovanni sono una decina, tutti anziani affetti da patologie legate a vecchiaia o a lunga carriera agonistica.C’è Zuz, un figlio di Varenne salvato dal macello e c’è Blue, appaloosa non vedente che si lascia guidare dalla frisone Nika.
Giovanni non va a cavallo e non è interessato a farlo, ma esprime la grande soddisfazione che prova nel riuscire a far stare bene gli animali. Come nel caso di Blue che, prima di essere affiancato da Nika, non si spostava dalla mangiatoia mentre ora riesce a muoversi con lei nel paddock.
Il rapporto di Giovanni Adami con i cavalli è decisamente cambiato.
Oggi li vede in modo diverso percependo un forte legame. Gli è anche molto riconoscente perché la loro presenza ha permesso di effettuare un nuovo percorso in un momento difficile dell’attività di frutticoltore, settore in crisi. Da quando i cavalli sono in azienda la vendita diretta dei prodotti è triplicata, grazie all’afflusso di visitatori. Ma il dono più prezioso è stato quello di averlo aiutato ad aprire gli occhi e a guardare da una nuova prospettiva realizzando, anche attraverso la fattoria, nuove attività, incontri e progetti, come quello che lo ha portato a partecipare alla recente edizione di Fieracavalli per condividere la sua esperienza al Convegno sulle Fattorie Didattiche Venete.
Giovanni Adami conferma come il cavallo può svolgere un ruolo fondamentale anche senza essere montato, permettendo a quelli a fine carriera un’alternativa al macello o alle corse clandestine.
Esiste però un ostacolo normativo poiché l’art. 2135 del codice civile consente all’imprenditore agricolo di considerare come bene agricolo solo il cavallo allevato in azienda e non quello acquisito a fine carriera. Un emendamento presente nella Legge di Bilancio, se approvato, permetterebbe ai cavalli a fine carriera di conquistare una meritata pensione nelle aziende agricole, trasformandosi in risorsa per bambini, anziani e i loro accompagnatori.
Giovanni Adami ha imparato a conoscere il potere terapeutico dei cavalli e la loro capacità di trasmettere calma e serenità. Gli animali vivono quello che le filosofie indicano come il “qui e ora”, ossia percepire l’attimo presente senza pensare al passato e al futuro. Una ricetta apparentemente semplice con cui si possono guarire le ansie e le distorsioni create dalla società frenetica in cui viviamo.
Le fattorie didattiche, oltre a essere luogo in cui potersi concedere un momento di tranquillità in connessione con la natura, se ospitano cavalli mostrano la loro attitudine alternativa a quella sportiva, capace di regalare un benessere che stimola a osservare in maniera diversa dentro e fuori di sé.
























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